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Santi Pietro e Paolo

Storia della Parrocchia

 

 

 

La parrocchia SS. Pietro e Paolo venne fondata contemporaneamente alla frazione di Borgolombardo.

Attratti dal lavoro presso le officine sorte a sud di Milano, alcuni braccianti agrari provenienti dalle zone limitrofe (S. Angelo e Lodi) vi si insediarono; il signor Luigi Volonte nel 1924 comprese che, senza una chiesa, non poteva prender vita un paese; così, con la prima pietra delle prime case, pose anche la prima pietra della nuova chiesa, che nel progetto originario sarebbe dovuta essere una cappelletta.

 

I fedeli di Borgo si sentivano però lontani dalla chiesa di S. Giuliano Martire; d'altro canto iI prevosto, don Carlo Linati, solo in una parrocchia tanto estesa, non riusciva ad assicurare la Messa domenicale. Prima si fece ricorso a diversi sostituti, specialmente frati; in seguito venne mandato un delegato arcivescovile - don Marco Scandroglio - che si adoperò fattivamente per la costruzione deIla nuova chiesa, col contributo di 5 milioni di lire stanziato dal cardinale Schuster.

Da parte sua, Luigi Volonte voleva donare la facciata in memoria del figlio Libero, caduto in terra africana, ma quando si arrivò ai primi venti metri di chiesa si stabilì di chiudere la costruzione con un muro provvisorio - del resto con 5 milioni non si potevano far miracoli! Ma lo stesso cardinale Schuster durante una visita inaspettata diede ordine che la chiesa fosse completata, con l'offerta di 12 milioni, insieme all'offerta popolare, che ogni 15 giorni rendeva circa 30.000 lire. E il 1° novembre 1953 il Cardinale ritornava a Borgo per celebrare la S. Messa e amministrare la Cresima nella nuova chiesa.

Fu poi il cardinal Giovanni Battista Montini che il 26 settembre 1957 promulgò il decreto nel quale si stabiliva che la chiesa, dedicata ai Santi Pietro e Paolo in Borgolombardo, divenisse chiesa parrocchiale.

 

Negli anni '60, in seguito al boom economico e alla fondazione di ENI e quindi di Metanopoli, si registrò la prima grande ondata di immigrazione meridionale, continuata a ritmi alterni sino agli anni '90 e seguita da una forte immigrazione dai Paesi europei ed extra-europei. Essendo Borgo una frazione chiusa tra la via Emilia e la ferrovia, la parrocchia si è trovata spesso a dover far fronte nel corso degli anni alle varie necessità dei suoi abitanti. Sin dai primi tempi in cui era parroco don Vincenzo Moroni (1954-1983), l'oratorio è stato l'unico centro di aggregazione.

 

I parroci e i vicari che si sono via via succeduti hanno potuto contare - in alcuni periodi - sulla collaborazione di religiose, prima le suore Angeliche, poi le Ausiliarie diocesane.

 

Don Antonio Sfondrini (1983-1994), con la ristrutturazione della chiesa (a cui ha fatto seguito la Dedicazione nel 1986 col cardinal Martini) e la realizzazione dell'oratorio nella sua attuale collocazione, ha permesso una miglior vivibilità degli spazi parrocchiali. Negli stessi anni è iniziata la collaborazione con don Chino e le sue comunità. Nel dicembre del 1992 è stato ordinato sacerdote padre Fabrizio Rossi.

 

Gli anni di don Fidelmo Xodo (1994-2005) sono stati caratterizzati da una grande attenzione alla liturgia e alla vita dei ragazzi in oratorio.

 

Con don Marco Carzaniga (2005-2017) è stata caratterizzante la presenza di preti stranieri (don Gijo dall'lndia, don Jean-Pierre e don Elie dal Congo) insieme ai primi momenti di apertura alla città attraverso le iniziative interparrocchiali e la collaborazione con la parrocchia di Maria Ausiliatrice.

 

Dal 2017 al 2019 don Maurizio Oriani (parroco don Luca Violoni) ha traghettato la parrocchia verso il nuovo cammino all’interno della Comunità pastorale san Paolo VI.

Dal 2019 don Franco Donati è prete residente con incarichi pastorali.

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