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Comunità Pastorale S.Paolo VI

Vigilare, educare, testimoniare ...

2022-02-08 16:53

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Punto d'Incontro,

Vigilare, educare, testimoniare ...

È un’illusione da cui stare lontani quella di pensare che la libertà sia consentita e accresciuta per il possessodi denaro

Questa foto non è stata scattata a Nuova Delhi oppure a Caracas o in qualche paese che noi occidentali, (che dobbiamo catalogare tutto e sistemare in classifiche) chiamiamo del Terzo Mondo.

È stata scattata e pubblicata sulla stampa nazionale, recentemente a Milano, nei tunnel che passano sotto i binari della Stazione Centrale: poveri ed emarginati lasciati per strada. Il 27 gennaio scorso abbiamo celebrato “La giornata della Memoria” sull’Olocausto degli Ebrei della seconda guerra mondiale, quando qualche giorno prima in Italia è successo un fatto gravissimo a Livorno, un ragazzo di 12 anni, ebreo, insultato (“sporco ebreo”) e malmenato da due ragazzine di 15 anni (al proposito riporto l’articolo del Direttore de “Il Cittadino di Lodi” che vi invito accoratamente a leggere: https://www.ilcittadino.it/stories/Cronaca/giorno-della-memoria-lo-sporco-ebreo-ha-12-anni-le-sue-aguzzine-soltanto_73953_96/).

Un aspetto su cui ho sempre riflettuto, leggendo i racconti dei sopravvissuti italiani ebrei dell'Olocausto, è che sono stati alcune volte denunciati (e quindi poi deportati nei campi di sterminio) dal vicino di casa, dal genitore della figlia che frequentava la stessa scuola, ecc, ovvero da quelle persone definite "normali", quali anche noi oggi ci definiamo. L'orrore è stato sicuramente là, in quei maledetti campi ma è stato anche tra le nostre strade, tra i nostri palazzi, nelle scuole, nei posti di lavoro. “Oggi” è indispensabile commemorare per non dimenticare il passato ma è altrettanto indispensabile e doveroso (come ci insegna chi nei campi di sterminio c’è stato) vigilare (nel senso di essere “sempre pronti”), educare e testimoniare affinché non si insinui di nuovo nelle nostre case ... l'orrore. Quale situazione viviamo in Italia e nei confini della nostra Europa ?

Ad esempio la Polonia (stato della UE dal 2004) al confine con la Bielorussia ha avviato, nella quasi indifferenza dei Governanti Europei, i lavori per realizzare la barriera anti-immigrazione, un muro lungo 186 chilometri e alto sei metri che verrà terminato entro la fine dell’anno. Al confine sono fermi, in condizioni drammatiche, migliaia di migranti che provengono da Siria, Iraq, Yemen e Afghanistan che provano ad entrare in Europa in assenza di canali sicuri, mentre i Paesi dell’UE impediscono loro di chiedere protezione (https:// www.savethechildren.it/blog-notizie/ bielorussia-polonia-cosa-sta-succedendo-ai-confini-dell-europa) Papa Francesco, durante la V Giornata Mondiale dei Poveri del 14 Novembre 2021, nel suo messaggio ha detto: ”Se i poveri sono messi ai margini, come se fossero i colpevoli della loro condizione, allora il concetto stesso di democrazia è messo in crisi e ogni politica sociale diventa fallimentare.

Con grande umiltà dovremmo confessare che dinanzi ai poveri siamo spesso degli incompetenti. Si parla di loro in astratto, ci si ferma alle statistiche e si pensa di commuovere con qualche documentario. La povertà, al contrario, dovrebbe provocare ad una progettualità creativa, che consenta di accrescere la libertà effettiva di poter realizzare l’esistenza con le capacità proprie di ogni persona. È un’illusione da cui stare lontani quella di pensare che la libertà sia consentita e accresciuta per il possesso di denaro. Servire con efficacia i poveri provoca all’azione e permette di trovare le forme più adeguate per risollevare e promuovere questa parte di umanità troppe volte anonima e afona, ma con impresso in sé il volto del Salvatore che chiede aiuto”. Noi comuni cittadini e cristiani certo non possiamo risolvere questioni internazionali ma possiamo senz’altro partecipare a creare una società civile migliore, alimentare il seme dell’amore in ogni dove, rifiutare ogni forma di discriminazione, di odio e di violenza, accogliere e farci prossimi CONCRETAMENTE verso chi ha bisogno e soffre, nell’Amore di Dio.

                                                                                                         Gianluca Cosentini

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